Che cos’è la legalità?

Che cos’è la legalità?

Me l’ha chiesto un ometto di appena 12 anni, con due occhi scuri e vispi, Matteo è il suo nome.Per la prima volta sono stato messo in difficoltà sul tipo di risposta da dare. Qualche anno fa avrei risposto in modo sicuro, autorevole, ma oggi no, oggi è difficile.La difficoltà è negli esempi che ormai influenzano i nostri giovani, non solo loro veramente.Per me vivere nella legalità significa rispettare le leggi, non considerare leggi migliori o peggiori di altre. Significa non chiederne il rispetto solo quando siamo noi le vittime. Significa tenere comportamenti che vadano in direzione del rispetto dello Stato, delle leggi e dell’altro, chiunque altro sia.Ho risposto questo e Matteo non sembrava convinto, giustamente.Mentre stava per risedersi si è accigliato e ha detto.Ma con tutto quello che noi vediamo, sentiamo, è difficile vivere come dici tu.Come ho scritto, giustamente, Matteo aveva un po’ ragione, ma mon potevo lasciare il discorso così, appeso a quella domanda.Quella richiesta mi è servita poi a fare esempi di uomini che della legalità ne hanno fatto un modo di vivere, una professione.Abbiamo parlato di Falcone, Borsellino, Pino Puglisi. Matteo a quel punto, come gli altri ragazzi, si è emozionato. Gli ho fatto leggere alcuni passi del libro il mio nome è Giovanni, abbiamo parlato di cosa significa diventare eroi.Alla fine Matteo e gli altri sembravano contenti, ma mentre mi accingevo ad uscire, una ragazzina con i capelli rossi, rimasta in silenzio fino a quel momento, mi tira per la giacca e mi dice.Io vorrei che gli eroi non diventino tali solo dopo che vengono uccisi.

Siamo al settimo anno consecutivo

Ricordo ancora quel 18 agosto 2012, mi viene chiesto di scrivere un progetto di educazione alla legalità per gli studenti di Roma e Provincia. Mi misi all’opera immediatamente, furono giorni di confronto serrato. A settembre partimmo, selezione degli operatori, scelta dei materiali informativi, formazione, riunioni, un periodo di lavoro indimenticabile.

Io ero motivatissimo, la cosa più difficile in quel momento, in un ambiente lavorativo come quello della Questura di Roma, era motivare gli altri e soprattutto farli diventare visionari. Si, visionari come me, immaginare tutto quello che poi abbiamo fatto in questi anni, più di 350000 studenti incontrati e solo 69000 nell’ultimo anno scolastico. I convegni, la formazione agli operatori, gli eventi, le interviste, i progetti mirati, la peer education, non ci siamo risparmiati mai. Sempre a disposizione di chi aveva bisogno di consigli, di essere formato, accompagnato in questo percorso da visionari.

Ora eccoci qui a cominciare per il settimo anno consecutivo quest’avventura.

Un “in bocca al lupo” a tutti gli operatori e soprattutto a chi scrive.

C.N.