Siamo al settimo anno consecutivo

Ricordo ancora quel 18 agosto 2012, mi viene chiesto di scrivere un progetto di educazione alla legalità per gli studenti di Roma e Provincia. Mi misi all’opera immediatamente, furono giorni di confronto serrato. A settembre partimmo, selezione degli operatori, scelta dei materiali informativi, formazione, riunioni, un periodo di lavoro indimenticabile.

Io ero motivatissimo, la cosa più difficile in quel momento, in un ambiente lavorativo come quello della Questura di Roma, era motivare gli altri e soprattutto farli diventare visionari. Si, visionari come me, immaginare tutto quello che poi abbiamo fatto in questi anni, più di 350000 studenti incontrati e solo 69000 nell’ultimo anno scolastico. I convegni, la formazione agli operatori, gli eventi, le interviste, i progetti mirati, la peer education, non ci siamo risparmiati mai. Sempre a disposizione di chi aveva bisogno di consigli, di essere formato, accompagnato in questo percorso da visionari.

Ora eccoci qui a cominciare per il settimo anno consecutivo quest’avventura.

Un “in bocca al lupo” a tutti gli operatori e soprattutto a chi scrive.

C.N.

Un commento su “Siamo al settimo anno consecutivo”

  1. Visionari: occorre essere visionari per poter ambire ad un progetto di comunicazione di regole formali attraverso i contenuti della prevenzione dei comportamenti devianti o deviati interessanti la fascia più debole della societa’ contemporanea. Visionario è chi ambisce di intravedere quello che sarà domani attraverso le esperienze ed i progetti di oggi.
    Ed il progetto della prevenzione è qui : dare ai diretti destinatari l’immaggine concreta delle conseguenze successive a quei comportamenti scontati, troppo spesso comunemente accettati e quindi potenzialmente attivi, è un atto teso a mettere nelle mani dei nostri ragazzi la possibilità della consapevolezza alla partecipazione della legalità non come modello ideale ma come pensiero ragionato ed efficace nella costruzione della propria vita di piccoli uomini e donne.
    Senza cadere nell’ intento pedagogico della trasmissione delle regole della comune morale, l’intento di una trasmissione chiara di quelle regole giuridiche fondamentali che non devono essere taciute per una probabile durezza coercitiva del loro significato, si è fatto strettamente necessario al fine improrogabile di arrivare a dare ai nostri ragazzi la capacità di una consapevolezza chiara dei comportamenti unicamente condivisibili nel sistema società. Tutto questo è possibile nella visione di un progetto comunicativo chiaro semplice ed efficace come è quello di scuole sicure.
    Onorata e grata di poter partecipare a questa visionaria ambizione divenuta realtà.

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